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Havoc, è uscito il nuovo disco “Come si deve vivere se non si vuole morire”

Torino, giugno 2011: è finalmente uscito “Come si deve vivere se non si vuole morire”, il nuovo attesissimo album degli Havoc!

havoc punk hardcore torino su tadcarecords.orgIl disco del gruppo punk/hc torinese, composto di 13 tracce in formato digipack, co-prodotto dalla Tanto di Cappello Records, è disponibile da adesso al costo di 10 euro (spese di spedizione incluse) oppure 8 euro (se lo prendete insieme ad altri titoli della distro o direttamente al banchetto della TADCA records ai concerti).

 

Possiamo anche concordare prezzi speciali per eventuali distributori o etichette interessate, scriveteci ai nostri contatti e ci mettiamo d’accordo.

E questa è la recensione del disco!

HAVOC: Torino punk-hc, cupo e profondo, finalmente sappiamo “Come Si Deve Vivere Se Non Si Vuol Morire”, in una città post-industriale morta…

Siamo contenti di presentare l’uscita del nuovo digipack degli Havoc, di averlo co-prodotto ed aver atteso per innumerevoli settimane, mesi. La pazienza paga, e bisogna essere davvero virtuosi per non spazientirsi, visto che sono 8, ripeto 8 anni che questo storico gruppo torinese non registra qualcosa .Oltre all’amicizia, verso gli Havoc nutro grandi aspettative ed ammirazione, perché so bene che, a livello compositivo, Luca (voce) è sempre brillante ed efficace. Sono sicuro che tutti coloro che già si erano appassionati a questo travagliato gruppo ‘pasico’, dato che è nato, cresciuto ed inserito nel contesto dello squat storico del Lingotto, El Paso Occupato, bè , sì, sono sicuro che codesti ‘fan’ verranno pienamente ripagati per avere aspettato, bava-alla-bocca, nuovi suoni e parole di Luca e compari.
Nell’intervistina che seguirà (la pubblicheremo nei prossimi giorni) si accenna al ripetersi di rimpasti nella formazione nel corso di questi lunghi anni e dunque, grazie alla cronistoria del gruppo, capirete il perché di tanta spropositata attesa.

Questo 2ndo disco è decisamente punk, ma è molto raffinato ed elaborato: una potenza inaudita dai suoni limpidi che premia la precisione tecnica e stilosa di tutti i componenti del gruppo, 4 Musicisti talentuosi! I riff sono ricchi di note in diesis, il che significa atmosfere cupe e tese, poiché l’accordo in diesis o bemolle che dir si voglia impone la tensione verso la nota precedente o successiva. Attenzione particolare va ai testi. Oltre alle tematiche esistenziali che sono l’essenza del suo scrivere (Luca è il fondatore e senza dubbio il compositore esclusivo degli Havoc ) ci sono tante citazioni a favore del cinema intenso, quello di R.W.FASSBINDER per esempio. Tutte queste intro ed outro che accompagnano l’inizio o la fine di certi pezzi sono la ciliegina sulla torta, arrangiamenti post-produzione che interpretano il mondo come volontà (di vivere se non si vuol morire) e rappresentazione(della vita stessa, cui provvede il cinema ‘teatrale’ d’autore).

I messaggi possono apparire, a primo impatto, elaborati con un linguaggio ermetico ed impenetrabile. Ma così non è; basta approfondire i contenuti dei testi per trovare la chiave di lettura del tutto, perché le canzoni hanno un filo conduttore che le unisce e completa, quasi fossero dei frammenti di uno specchio infranto, che incastrati a mo’ di puzzle, ricompongono la forma originaria. Nessuno rimarrà impassibile all’ascolto di “Epilogo”, perché ha un’ altra impostazione ritmica, fondamentalmente, per lo più vicina a sonorità Pop. E’ molto importante secondo me esplorare livelli compositivi diversi dal solito per un gruppo che ha già determinato ampiamente la propria natura musicale, suonando una trentina di pezzi simili. Inoltre dovrebbe essere ‘Epilogo’ per l’appunto, un po’ il biglietto da visita del nuovo chitarrista del disco, ovvero Simone ,che suonava (e spero suoni ancora, dovrò chiederglielo…) nei grandissimi FRAMMENTI (gruppo torinese hc-punk melodico che ha spopolato qui nel cuneese: credo che tutti abbiano una k7 demo di “Amore/Rabbia” e conoscano ancora i cori a memoria…un po’ come per i BARBONCINI, di cui tutti abbiamo la demotape…Perché “La Noia è Tanta”, nei ricordi adolescenziali di scuola e follia, ed è cosa diffusa alquanto, qui nel Cuneo! – pausa lacrimuccia -…). Altro prezioso inserimento nell’attuale line-up, spero definitiva o longeva per lo meno, è quello di Tino batterista, che già suonava nei C.O.V., nonché militato negli ultimissimi INDIGESTI, nei promettenti UNCLES (interessante formazione jingo de lunch-stile, con voce femminile, insieme a Mungo dei DECLINO e Orlando dei NEGAZIONE ), insomma gli Havoc assoldano l’hardcore old-school torinese, che personalmente ritengo la scena più importante che, ahinoi, esisteva in europa.

Era il malessere urbano dei primi anni 80 trasformato in disastri sonori, da individui più o meno attivi politicamente, che ad ogni modo vomitavano l’inarrestabile dissenso verso il modello Produci-Consuma-Crepa imposto dalla malefica Fiat, e tutto ciò che comportava. Ora, nella Torino post-industriale del rilancio economico senza Fiat da cassa integrazione e Thyssen-Krupp da vite bruciate sul lavoro, impegnata in turismo spicciolo, olimpiadi invernali, saloni del libro, del gusto e del cioccolato, parate degli alpini e visite diplomatiche di cortesia, il dissenso non è dissolto, ma più che mai esasperato, come i nostri animi, consumati dal consumo di nocive spettacolarizzazioni della vita.

Per la Tadca records, Alan.

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