Prossime Novità Tadca Rec. 2017

Ecco un mini updating list per le prossime succulenti uscite discografiche cui Tadca parteciperà come coproduzione o codistribuzione:

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*NON UN SASSO INDIETRO 2 /benefit compilation/ (doppio cd+ Vinile LP12″ di inediti , 32 bands)

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*T.MAN.FAYA (primo CD dopo il demo, power trio…ops quartet di genuino emo-rock potente,Cuneo)

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*K’E K’E M (nuovo Vinile LP12″ per questa storica punk Hc banda sarda, testi  in sardo e inglese,amici degli A.F.D.A, dalla provincia di Cagliari/SudSardegna)

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*CANI SCIORRI‘ (nuovo Vinile LP12″ ,”Parte I”,prossimamente registrato in Texas ,in uscita a marzo!!!)

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MailOrder, in arrivo : la ristampa dei *KINA ” SeHoVintoSeHoPerso” LP12″ e il Libro sui *KINA “ComeMacchineImpazzite” di Gianpiero Capra. Poi altre cosine ,sempre col contagocce ,sempre copie limitate. 

La D I S T R O sarà presentissima al Forrest Camp Benefit Party del 4 Novembre, qua: https://www.facebook.com/events/125684634807982/”

P.s.: abbiamo ancora una riserva di 2 storici  vinili 7″ dei CRUNCH : “Ran-core”(1994) e “Rock’n Roll Doping”(1999), che un associato Tadca ha ritrovato in soffitta. Sono nuovi nuovi, li diamo a 10 euri l’uno, ma se ne prendi tutti e due faremo uno sconticino! Con il ricavato finanzieremo ,si spera, un bel concertone (a sorpresa). Non perdete il treno!

Scrivimi per tenerti da parte qualcosa: info@tadcarecords.org

Non Un Sasso Indietro vol.2

Compilation in arrivo , vinile + 2cd , lavorone hc  benefit by Distrozione, a cui partecipiamo volentieri con Tanto Di Cappello…

Non un sasso indietro vol.II
Compilation hardcore benefit contro i CPR e le frontiere in Italia.
500 copie numerate a mano. Grafiche inedite create appositamente per il progetto, 19 tracce inedite, 32 gruppi in totale nel disco. Più di 40 realtà hanno contribuito all’uscita di questo secondo volume. Distribuito in Finlandia, Francia, Germania, Israele, Italia, Lituania, Malesia e Spagna.

Uscita prevista: Novembre 2017
Formato: Vinile + doppio cd
Prezzo: 10€

Mini-Intervista a : APE UNIT (back from U.s.a./Mexico)

Ciao Tadca fedeli , in anticipo rispetto al sifone di agosto vi (al) lego la MINI INTERVISTA alla squad ‘APE UNIT’ ,appena di ritorno dal tour americano 2017 ( 16 date!). 4 domande ampie e rispettive risposte complete di sensazioni a caldo nonchè di giudizi elaborati ad opera del frontman Mariano Somà, che ringrazio per la celere risposta!

1)TADCA: Partiamo dall’aspetto tecnico-logistico! Houston, poi ogni sera un live a centinaia di chilometri dal precedente(anche in Messico)…dormivate negli aeroporti ?

1)APE UNIT :Avessimo dormito negli aeroporti, saremmo stati da puciu: in verità il tour è stata una vera zingarata, una scorribanda post-hippy dallo spirito punk, ad opera di cinque barotti sulla trentina della Granda. Brian Chamblee, chitarrista dei texani Chest Pain, ci ha affittato il suo furgone (uno sgarrupato ma quantomai onorevole Ford in grado di fare il proprio dovere, malgrado una serie di limiti) per permetterci di poterci muovere in autonomia fra una città e l’altra. Potrei riassumere il tour così: sveglia, 6-10 ore di vita e bivacco sulla furga, pause cibo e pipì nel cuore del deserto a 45° di media, arrivo al locale, concerto, party, dormire dove la Provvidenza ci avrebbe voluto accogliere. Tra l’altro, una cosa veramente figa che mi è rimasta nel cuore è l’accoglienza e l’umanità del pubblico: non abbiamo speso un solo dollaro per dormire; ogni volta, spontaneamente, qualche ragazza o ragazzo presente ai nostri live ci chiedeva se avessimo un posto in cui passare la notte e, senza che chiedessimo nulla, ci offriva la propria casa. La cosa mi ha lasciato positivamente basito e umanamente colpito: da quelle parti i tour dei gruppi underground non sono eccezioni, ma all’ordine del giorno – ogni città è gigantesca ed è normalissimo che, anche solo all’interno dello stesso ambito musicale, in una stessa sera, vi siano più locali che presentano concerti di band dalle più disparate provenienze – e in molti ragazzi c’è una forma mentis d’accoglienza e d’aiuto decisamente diversa da quella delle nostre parti.

2)TADCA: Diteci qual è stata la migliore data e perchè, o anzi le 3 preferite da voi e dal pubblico…un aneddoto?

2)APE UNIT : Un altro aspetto per cui spezzo una lancia per gli USA – per quanto, non voglio essere retorico, sappiamo tutti, da europei, quali invece ne siano i limiti e le problematiche – è la ‘tradizione’ dei cosiddetti houseshows: esatto, il concerto nel salotto in casa. Quaranta fenomeni pressati fra giardinetto e living room, sudati, a pogare come se non ci fosse un domani, mentre le band di turno fanno il loro, vicino al comodino col vaso di fiori e la foto di uncle Bob quando era in Vietnam. Zero vicini che protestano, zero sbirri che passano, zero burocrazia da rispettare; sempre divertimento, ovviamente, nel rispetto del prossimo e di tutta la neighbourhood. Ho toccato questo argomento perché, benché avessimo diverse date nei classici club, il meglio l’abbiamo dato sempre nei contesti più familiari, in particolare in questi houseshows; sicuramente due si giocano la palma del migliore, Victorville, città a un paio di ore di Los Angeles (California), e Flagstaff, a due passi dal Gran Canyon, in Arizona – due situazioni sudate, intense, appassionate (forse Flagstaff vince un po’ di più per taluni abusi di cui abbiamo potuto godere, ehehe!). Al terzo posto, lascerei un pari-merito generale con tutti gli altri live: nella media, fra alti e bassi, stanchezza, poca confidenza con la strumentazione affittata, timidezza, emozione, etc. ce la siamo sempre e comunque cavata.

Quindi vorresti anche un aneddoto? Ma uno solo! Per non tediarvi mi lancerò con un elenco, cosa che fa molto figo nei blog oggigiorno:

1- Phoenix, AZ: la casa del pazzo che registra gruppi crust alle 4 del mattino e ha una “stanza del piacere” vicino alla cucina che farebbe invidia al Marchese De Sade;

2- Saguaro National Park, AZ: Steve e la tarantola;

3- Los Angeles, CA: Shirley e Dennis, la coppia più bella e gentile del mondo – siamo ancora in imbarazzo per le troppe volte in cui ci hanno ospitato e coccolato nelle nostre date californiane;

4- Tijuana, MX: qualcuno si ricorda qualcosa di quella data? Il giorno dopo il concerto, uno dei nostri accompagnatori ha trovato uno scarrafone cotto nel riso che aveva ordinato nel ristorante in cui stavamo mangiando. La cameriera non ha detto nulla, ma ha reagito con un’espressione del tipo “Chiedo scusa, adesso ne metto uno anche nel piatto dei tuoi amici!”…

5- Scoprire che la musica folk messicana è identica al liscio di Raoul Casadei ma con le lyrics in spagnolo – non scherzo: https://www.youtube.com/watch?v=VqoCk_mTdTs

6- Dallas, TX: l’ospitalità, la dolcezza, i gatti molesti e il bagno improbabile di una crustie tanto carina, ma abbastanza girl power da non depilarsi MAI;

7- San Antonio, TX: la prima domanda che ci ha fatto il primo musicista locale che abbiamo conosciuto, la cantante della punk band in apertura, è stata: “So, you guys are anarchists?”. Un bel modo per rompere il ghiaccio; vista la mia natura sociopatico, potrei usarla anch’io… Ah, la sera stessa è venuto, a sorpresa, a trovarci un vip del calibro di Kevin Talley e mi ha pure fatto il solletico mentre cercavo una t-shirt commemorativa del tour per lui.

8- Crockett County, TX: perquisa degli sbirri, che hanno circondato il furgone con tre volanti. ‘Sti redneck in divisa non avevano mai visto dei non-americani: erano in imbarazzo davanti a passaporti e patenti internazionali di guida, ci hanno classificati come ispanoamericani (nonostante i passaporti dicessero ‘Italia’ ovunque; per non citare il fatto che alcuni di noi hanno i capelli piuttosto chiari e gli occhi azzurri… True Mexican, insomma!) nel loro verbale e temevano fossimo minacce all’ordine mondiale. All Cops Are Bastards, a qualunque latitudine.

3)TADCA: Immaginario collettivo: la metropoli americana è quello che ci si aspetta dai telefilms? Biochetasi post junk food overdose ne avevate in valigia? (avevate la valigia?)

3) A.U. : Effettivamente film e telefilm, a livello di iconografia statunitense, dicono un buon 75% di quello che si vede una volta sul posto, benché, comunque, la vita reale e l’esperienza aggiungano qualcosa di più: là le metropoli e le città intese come enormi agglomerati per fornire servizi E BASTA (zero cultura, zero musei, zero riferimenti paesaggistici storici) hanno senso d’esistere, per il fatto che, fra una città e l’altra, talora c’è il nulla (neanche un guardrail) anche per per 4-5 ore di viaggio, quindi l’ammassamento di beni per un’overdose di civilizzazione è una necessità reale. Una cosa che distrugge la salute più del junk food – so che per noi italiani è blasfemia, ma, oh, le cose chimiche son fatte così chimicamente ad arte da essere veramente buone! – è l’aria condizionata: abbiamo passato due settimane abbondanti nel deserto, fra i 40° e i 50° pressoché costanti; appena si andava in un locale al chiuso – dal baretto della stazione di servizio, all’ufficio postale, al cesso pubblico, alla casa privata, al locale in cui suonare –  trionfava l’aria condizionata. E negli USA se non metti l’aria condizionata in modalità Polo Sud il 24 dicembre sei una mezza sega. Sicché cagotto, mucose nasali dure e gialle come pepite d’oro, mal di testa e raffreddori e tossi cavalline fuori stagione sono stati i nostri peggiori nemici. Per fortuna Umbi, il nostro bassista, aveva abbastanza medicine dietro da salvare il 50% dei bambini dell’Africa e siamo ritornati a casa meno malconci di quanto credessimo, nonostante qualche piccolo imprevisto.

4)TADCA: Ultima domandina riassuntiva: le aspettative su questo tour oltreoceano: esaudite?  (4bis:  Ndo’ sta Gabicce Mare?) Grazie per la disponibilità, a presto!

A.U. : Sebbene due di noi (Los, uno dei chitarristi, e il sottoscritto, Mariano, voce) avessero già avuto un’esperienza di un tour statunitense nel 2010, con un’altra band e un contesto di scena e musica totalmente differente, l’approccio a questa situazione era una novità per tutti. Certo, talune dinamiche legate alla cultura locale erano pressoché le stesse e erano invariate, per quanto facesse sempre un certo effetto vederle ‘sul campo’; dal punto di vista delle soddisfazioni musicali, confesso di essere andato senza aspettarmi nulla di speciale, giacché volevo semplicemente godermi l’unicità dell’esperienza e trovare il modo di fare al meglio la mia parte sul palco, malgrado le difficoltà che ci sarebbero state. Beh. Col senno di poi, sono felicissimo: abbiamo ricevuto un sostegno, un appoggio e una risposta come non mai; non voglio sembrare il banfone-piscialungo-che se la tira della situazione, ma, anche nelle date più scacce, con meno gente, vendevamo di più, rispetto a una data ‘ben riuscita’ in Italia. Ritorniamo con una bella lezione d’attitudine e d’umiltà: spesso ci facciamo un sacco di paranoie, quando dobbiamo invitare band da fuori (regione, paese, nazione, continente), quando invece basterebbero il sostegno, l’entusiasmo e la voglia di fare. Le date migliori sono uscite nei posti più ‘umili’ e all’apparenza meno interessanti, nei quali, però, l’umanità brillava nei suoi aspetti migliori.

Mi auguro di cuore di poter ritornare da quelle parti e sento di augurare a tutte le band che conosco di poter fare un’esperienza simile, giacché, perdonatemi la retorica, le parole non bastano per descrivere un contesto così unico.

Redondo Beach is the new Spotorno!

Grazie Mariano, e a presto!

FORREST CAMP 2017 ( 1st edition)

Tenetevi liberi il 17 (giugno) per il ForrestCamp17: perchè non si tratta solo di un fest delle etichette indipendenti cuneesi , 3 legate da tempo..cioè un mega Fest by Brigante Prod., Vollmer Ind.,Tadca Rec…bensi’ la locazione dell’ evento,  L’albero del MACRAME’ ( Scuola di Circo di Mondovi’, CN) suggerisce inevitabilmente  un arricchimento circense ,oltre che musicale per le 8 bande rumorose e i 2 djs movimentanti ( w/him e dj Botz). Stiam studiando un pranzo a base di monociclo e… bè prematuro anticipare tutto. Seguite su FacciaLibro Evento, (https://it-it.facebook.com/events/1903492913268257/) poichè li’ e solo li’ troverete gli aggiornamenti. La line up o running order delle bands è sempre questo. Subvufffer garantiti. Birra artigianale Kauss di Piasco.  Gente presabene. Adatto a bimbi (tranne la performance degli OvO delle 23…forse..)

17  GIUGNO  2017 !  Da uscita casello autostrada TO-SV “MONDOVI’ “prendere x Mondovi’ ma dopo a sx ,su per Briaglia verso Cascina Macramè. 2 km. Facile facile dal casello ..presto indicazioni più dettagliate. FREE CAMPING ( è in mezzo a fantastiche colline).

 

Mini-Intervista a : QUDRETA

Ecco a voi ,la mini-intervista ritorna dopo pochi mesi da quella per ‘TuboCatodico’ dei La MacabraMoka.

Ora è il momento di una  band che in qualche modo è loro legata carnalmente: i QUDRETA, anche qui siamo a Cuneo, anche qui grosse casse per subvufare grossi decibel , per districare ,con leggerezza, grossi impianti compositivi. Bando all’incipit!

>>>> Vi presento i Qudreta, nuovissima formazione trio di Cuneo e dintorni.
Chiediamo loro cosa fanno,come e perchè .

TADCA)Ciao raga, allora la prima domanda non può che essere riguardo al nome
della band…

QUDRETA)Ciao Alan e ciao TADCA.

Avete presente quando siete ad un passo dall’impazzire per trovare un nome che possa essere giusto per il contesto ,  aver senso,  piacevole da sentire , facile da sbagliare ma che alla fine vi rimanga in testa ?

Bene , tutto nasce da lì , dalla parola e definizione di “resilienza” che è la capacità di una persona di adattarsi al cambiamento dopo un trauma, adottando efficaci strategie di sopravvivenza.

Una serie di miserabili eventi ha portato a questa parola..

“Resilienza”, però, non suonava proprio bene come nome di una band e quindi è ripartito il brainstorming e, per quanto non ci avvaliamo e non vogliamo appartenere a nessun tipo di connessione o concetto politico, abbiamo pensato di tradurlo in qualche lingua diversa dall’italiano.. e cosa abbiamo scelto ? Il Curdo !!!

Questa lingua è usata da una minoranza che lotta da decine di anni per ottenere uno stato indipendente o perlomeno autonomo, che cerca di liberarsi da guerre e oppressori, costruendo un’alternativa che mette al centro di ogni suo agire il protagonismo delle donne nella vita politica e sociale contro al patriarcato.

Noi con il nostro approccio musicale cerchiamo di dare voce a quelle piccole realtà di cui facciamo parte cercando di trasmettere la forza della resilienza in ogni nostra canzone, qualche volta usando la musica, qualche volta aiutandoci con dei testi che descrivono frammenti di vita dove la “resilienza” è stata indispensabile.

E allora…

Wualà , scopriamo che resilienza in curdo si dice QUDRETA… tutti i pianeti  in quel momento si sono allineati perché era il nome giusto per tutto e per il nostro cambiamento, la nostra resilienza continua…

Scusate se vi abbiamo annoiato ma così per una volta abbiamo avuto lo spazio dove spiegarlo per bene.. hhahahaha
T)E’ in imminente uscita il vostro disco-dimostrazione, ossia demo-cd, (E’USCITO!!! n.d.r!)
cosa avete inserito al suo interno? Intendo tutto il repertorio , o solo
una parte? Da quanto tempo suonate? (si’, questa è una 3 in 1…)

Q)Ebbene sì, abbiamo fatto la nostra presentazione disco-dimostrazione sabato 11 marzo alle Officine Corsare di Torino, serata organizzata dalla Scatti Vorticosi records che ringraziamo per tutto, come ringraziamo voi della TADCA RECORDS per questa intervista e per tutto quello che avete fatto per noi come la Vollmer industries e la Brigante records e tanti altri ancora…

Al suo interno abbiamo inserito 5 brani, che, al momento della registrazione, erano tutto il nostro repertorio.

I QUDRETA hanno avuto diverse variazioni e cambiamenti dei componenti del gruppo, grazie a Bià che è stato il fondatore della band si è arrivati a questa formazione attuale, dopo suoi numerosi sbattimenti nella ricerca di un giusto batterista e un giusto bassista.

Dopo svariate prove di batteristi e bassisti, si è trovato il batterista tramite un annuncio in internet, Josh il batteraio matto… tempo dopo sono subentrato io, Ciccio, il bassista…è stata resilienza anche questa ricerca?

Dal lontano gennaio del 2016 il power trio esiste.
T)Quali sono i gruppi che vi fanno alzare la frequenza cardiaca?

Q)I gruppi che ci hanno fatto arrivare qua?

MMMa, io personalmente, e mi presento sono Ciccio, son cresciuto con Zia Cristina D’avena e tutti i 33 e 45 giri dello zecchino d’oro…ecco perché poi sono passato al punk Italiano! Ma se devo dire chi mi ha portato qui, senza ombra di dubbio, sono i NOFX, per cui ho uno sfrenato amore, i Botch, i Converge (e non posso dirli tutti sapete poi come vanno a finire ste cose no?)

Tutta la scena cuneese, torinese e italiana che pullula di gente e gruppi veramente fighi che ti fanno venire voglia di suonare tutta la vita !!!

Per Bià, il nostro chitarrista, invece, scopro proprio adesso le sue influenze e sinceramente… sono Gigi D’alessio, Luna pop e Francesco Renga…vabbè!!!

Per il nostro batterista Josh, e qui direi che va decisamente meglio, sono i Tool, i Queen Of The Stone Age e i Breach.

 

T)La domanda sul futuro che verrà: progetti , ambizioni e aspettative in
modalità ‘random’…

Q)Guarda…per il futuro speriamo di suonare in qualsiasi posto d’Italia, in qualsiasi altro paese e sarebbe anche bellissimo a casa di chiunque voglia ospitarci, anche ad un matrimonio, conoscere gente, nuovi gruppi con cui dividere il palco e l’emozione del live, dal quale abbiamo una vera dipendenza!… non rinneghiamo neanche un live in autogrill !!!

Ma soprattutto continuare a fare quello che ci piace, continuare a scrivere nuovi brani, continuare la nostra resilienza.

Davvero siamo stra, stra carichi e vediamo cosa ci riserva il futuro.

Le ambizioni sono tante e le aspettative altrettanto.

Grazie di tutto baci e abbracci.

QUDRETA

T)Grazie! diffonderemo il verbo dei Qudreta, alla prossima!

 

 

 

 

 

Fiera del Disco a Cuneo?! TADCA presente.

Ernyaldisko arriva per la prima volta a Cuneo con la sua Fiera del disco, evento dedicato alla musica vintage, in cui acquistare, vendere o scambiare vinili, cd o memorabilia. La TADCA Records sarà presente sicuramente per l’intera giornata di sabato (e cercheremo di farcela anche per domenica) per mostrare al pubblico l’intero catalogo, CD e vinili di validissimi gruppi locali e non, frutto dei primi cinque anni di attività come etichetta ed associazione.

FIERA DEL DISCO - CUNEO

Cuneo ospiterà quindi, con il patrocinio ufficiale della città, la prima edizione della fiera sabato 3 e domenica 4 settembre, presso il Mercato coperto di piazza Seminario, nel cuore della cittadina piemontese: per l’occasione l’ingresso sarà gratuito dalle 10 alle 19.
Per informazioni sull’evento:
info@ernyaldisko.com
3477655538

*FRAMMENTI DI VITA* : Mini-Intervista a JOSH

dead elephant

Questa rubrica è rimasta sospesa per un pò, ma siamo lieti di riproporre ‘Frammenti Di Vita’, una mini-intervista ai protagonisti della musica underground nata e sviluppata in cantina,di gruppi spesso troppo sottovalutati( anche se non è questo il caso dei Dead Elephant…)

Eccoci con JOSH, pezzo da 90 di batterista trapiantato a Cuneo, che ha suonato e militato in diverse bande della scena locale, tuttora attivo con i BOSLOV, che partecipano con ‘Bipolar’ (terzo pezzo ) alla Tadca Compila (‘<Tadca Records Musical Circus>’), ma che han cambiato nome, e con questa mini-intervista si evindenzierà il perchè ,il percome e il perilquale.

Ciao Josh, ecco le domande millepiedi:

>TADCA: Presentati ,nome vero,nome d’arte(?),provenienza e ‘ruolo nella società’ . Cosa ti ha spinto(e da quanto) a buttarti su di uno strumento così matematico e grintoso come la batteria? (tra l’altro ho notato che picchi duro! in quanti e quali gruppi hai picchiato duro?)

>JOSH: Ciao Alan,

Prima di tutto volevo ringraziarti per avermi preso in considerazione in questo genere di intervista. Anticipo che nello scrivere non sono molto empatico, ma cercherò comunque di tirar fuori ciò che intendo dire nel modo più naturale e spontaneo.

In primis il mio nome è Giorgio ma oramai da diversi anni, mi si chiama Josh (soprannome coniato da Enrico dei Dead Elephant), le mie origini sono legate ad un piccolo paese della provincia di Lecco, sul lago di Como, ma per vicissitudini nelle quali mi sono ritrovato, ho vissuto in diverse parti d’Italia, sino a trovarmi a Torino (dove spero di rimanerci abbastanza a lungo).
Sin da piccolo ho evidenziato un approccio alla vita abbastanza nevrotico ed agitato, sicchè, dato che mio papà si era stancato di portarmi ogni giorno a farmi scagliare per ore ed ore sassi nel lago, un giorno mi ha acquistato una batteria un pò come anestetico a questo mio approccio. E da li tra un tira e molla è nato tutto. Come per ogni inizio, ho passato quasi tutta la mia adolescenza, quindi gli anni delle scuole medie/superiori, a suonare con diverse band, sino a quando per un motivo o per un altro ho deciso di abbandonare.
Il ritorno di fiamma c’è stato non appena (nel 2010) mi sono trasferito a Torino. Quasi casualmente ho ripreso a suonare, senza neanche crederci troppo, ma dopo aver sperimentato un pò di situazioni musicali, sono stato contattato su una sorta di social network musicale da Enrico (Elephant Man/Dead Elephant/The Turin Horse) per formare un duo chitarra baritona/batteria ed in seguito per entrare a far parte appunto nei Dead Elephant. Dopo uno scambio di e-mail abbastanza denso, e dopo aver ascoltato attentamente il suo percorso, mi sono proiettato in un contesto musicale che prima di allora mi era totalmente oscuro, contesto che mi ha permesso, di conoscere un modo diverso di approcciarmi alla batteria, sicuramente più personale. Un pò come fosse lo scalpello per un falegname, ovvero un mezzo per dire qualcosa di mio, in un modo viscerale ed incompromissorio. Io non mi sono mai considerato un musicista, nè tanto meno un artista. La ‘pacca’ che tu hai notato, deriva esclusivamente da questo mio approccio, legato molto di più allo sfogare questa mia attitudine nevrotica ed agitata, piuttosto che al dedicarmi nello sviluppare tecniche ‘astrofisiche’ che non mi sono mai appartenute (nè sarei in grado di sviluppare).
Ad ogni modo, questo contesto, mi ha permesso di entrare in contatto con la musica della Granda. Un’altra provincia sopita e a volte ‘velenosa’, dove però, a dispetto di realtà più grandi e dispersive, vi è una densità diversa, come fosse un’esigenza portare avanti un discorso del genere e non una posa autoreferenziata che è tipica di grandi città come Milano, Roma, o in termini minori anche Torino.

TADCA : Prospettive e ambizioni del progetto che portate avanti ora; perchè suonate quella musica( le etichette ti piacciono?), quali ispirazioni, quale futuro di tale scena ( di nicchia?di massa?di tutti/nessuno?)

JOSH : Conclusosi il rapporto musicale con Enrico e dopo un’esperienza con una band torinese con la quale ho suonato per circa un anno passando anche per l’ Olanda, ho sentito la necessità di recuperare quella parte dalla quale mi ero momentaneamente staccato.Stanco di varie situazioni, ho filtrato, su quel social network che vi ho accennato prima, per la provincia di Cuneo, in cerca appunto di una banda ‘diversa’. Così ho incontrato Bia ed Alex, all’epoca Dallashtalla poi con il mio ingresso divenuti Boslov, avevo la necessità di far parte anche io nel coniare il nome (prima d’ora non mi era mai successo). In seguito a percorsi ed attitudini differenti, Alex ha lasciato e poco dopo è subentrato Ciccio, e per lo stesso mio motivo, si è cambiato ulteriormente il nome in Qudreta (non è un mobiletto dell IKEA). Il nome tradotto significa resilienza, ovvero la capacità di un individuo, o di un gruppo di individui, di adattarsi a diverse situazioni, anche impreviste, che ci si trova a fronteggiare, e, senza dilungarmi troppo, per un motivo o per un altro, grazie ad esperienze differenti, è un concetto che riguarda tutti noi tre. Niente circa qualcosa di politico o religioso, per me sono due concetti che, in ambito musicale bisognerebbe abolire. Non si tratta di anarchia, ma di libertà di essere, senza avere alcun tipo di bandiera, con la sola esigenza di rimanere il più possibile coerenti con se stessi. (N.d.r: Segnatevelo questo nome , QUDRETA, lo risentirete presto, anche perchè al basso/cori c’è Cic cio degli Occhi Pesti !)
Mi viene difficile rispondere alle domande circa le ambizioni, ispirazioni e al tipo di ‘scena’ che si intende rappresentare o portare avanti. Non è ciò che più mi preme. La cosa più importante ora, è che siamo tutti e tre sul pezzo, e abbiamo tutti voglia di divertirci e di fare le cose in modo serio e genuino, ed ovviamente, senza alcun tipo di compromesso.

dead elephant2

TADCA : Prova a fare una lista di 5 bands e di 5 dischi fondamentali per la tua formazione dapprima musicale ma anche e soprattutto individuale, cioè personale, e se riesci a non fare torti a nessuno, prova ad ‘eleggere’ il migliore gruppo della scena cuneese contemporanea, per potenzialità o per esperienza già acquisita. Aggiungi un saluto o ringraziamento a chi vuoi tu, e la mini-intervista a domande millefoglie termina qui. (p.s. conoscevi già la Tadca records o altre realtà non mainstream locali?).

JOSH :Qui parlo di band relative ai loro album, quindi immagino che la domanda relativa alle 5 band ed ai 5 dischi possa fondersi in una sola. Se devo selezionare solo 5 dischi di sicuro sono presenti i Tool con Lateralus un disco totale che al tempo mi aveva impressionato non poco, Kollapse dei Breach, Songs for the deaf dei Queens of the stone age, Lowest shared descent dei Dead Elephant che praticamente mi ha introdotto ad un modo di vedere la musica totalmente a me estraneo sino a quel momento, e Relationship of command degli At the drive-in. Ma ce ne sarebbero molti altri che hanno avuto uguale influenza sulla mia vita ed evoluzione.
Per quanto riguarda i gruppi della provincia di Cuneo ad ora attivi mi piacciono molto La Macabra Moka, come anche La Teiera di Russel che ho visto settimana scorsa live qui a Torino, i The glad husbands, Lamalora. Ma in generale, tutto ciò che esce da questo calderone ha una densità a sè che ha qualcosa di potente, come spero saranno, a loro modo, i Qudreta.
Inoltre conoscere TADCA è stato parallelo all’entrare a far parte di questa scena cuneese, non la conoscevo, ma l’esperienza di registrazione nella saletta Pesta mi ha fatto conoscere persone strafighe che dimostrano visibilmente la passione, la dedizione e l’appartenenza a questo contesto così forte e prezioso di questo angolo remoto d’Italia.

Grazie ancora e ci si vede presto,

Josh

T: Ciao e stragrazie per il tempo dedicatoci!

per la tAdcA ,

Alan