FLYING DISK – CIRCLING FURTHER DOWN | OUT NOW!

Con un po’ di ritardo rispetto all’uscita del 6 novembre 2014, anche noi della TADCA vi presentiamo l’album di esordio di una delle band più attive, frenetiche oserei dire, della nostra realtà cuneo-provinciale. Per l’esattezza ci troviamo a Fossangeles, è questo il luogo da cui decollano ormai settimanalmente i FLYING DISK, destinazione: i palchi di mezza Italia e sicuramente a breve anche all’estero.

flying_tour
Circling Further Down è il titolo del disco, primo album della band, ma per tutto ciò che è discografia, classificazione, recensione, potete trovare tutte le informazioni che desiderate altrove, le notizie circolano e della bravura dei FD se ne parla su sempre numerosi siti…basta cercare.

La TADCA, seguendo la linea che da un po’ di tempo a questa parte ha deciso di adottare, ha collaborato alla realizzazione di questo disco in modo costruttivo, creativo e gratificante per entrambe le parti, ovvero occupandosi della realizzazione dell’artwork del disco. O meglio, io Zaimon della TADCA e Alberto della VOLLMER abbiamo stretto un sodalizio per l’ideazione e la realizzazione di artwork per dischi, magliette, flyers e poster, insomma, tutto ciò che un gruppo abbisogna per avere potersi presentare là fuori nello sterminato mercato mondiale della musica…ovviamente scherzo. Sterminato si può leggere nei due sensi, ahahah, ci ho pensato dopo.
Per ora non abbiamo ancora pensato ad un nome per questo nostro connubio, ma se continueremo di questo passo magari ce ne troveremo uno. Per il momento nell’interno delle copertine de La Macabra Moka e dei Flying Disk leggerete i nostri nomi reali…e va bene così.

L’idea di utilizzare i palazzi , che si trovano nel quartiere di Fossano in cui la band prova, è venuta al gruppo e ad Alberto, così abbiamo iniziato con un paio di sopralluoghi fotografici (grazie anche a Roberta per le foto della sequenza di foto all’interno del digipack), e poi via con il collage digitale uno ad uno per formare l’immagine di copertina: un bel lavorone, ma secondo noi è venuto bene. Cielo drammatico, prove di colori vari, e la scelta finale di non scegliere, ovvero: versione rosso/verdone per il digipack “, versione blu/grigio per il digital download. A me piacciono entrambe, va un po’ a giorni.

Arrivati a questo punto, se ancora vi state chiedendo se questa è una recensione o se stiamo parlando della copertina, la risposta è entrambe le cose, perché ho colto l’occasione del disco dei FD per parlare anche un po’ di questa cosa della grafica e dei gruppi, perché è un’attività a cui tengo molto e alla quale sto dedicando del tempo, quindi perché non scrivere ed esternare un po’ su questo sito, magari per avere anche qualche riscontro.

Saluti a tutti.

Zaimon

Occhi Pesti “Oltre/Dentro” | il nuovo disco è arrivato!

Non c’è modo migliore di iniziare l’anno con un nuovo album!
Gli Occhi Pesti si rifanno discograficamente vivi e presentano Oltre/Dentro, anche questa volta in formato digipack CD e presto scaricabile online. (FOR ENGLISH VERSION slide down here, click on ‘Read More’, red icon )

album_cover_front+back_webAcquistare un CD, oggi, più che essere il modo per conoscere ed ascoltare un gruppo serve a dare un supporto al gruppo stesso o alle etichette che lo hanno pubblicato, questo ormai lo sanno anche i muri.
Quindi, se ci volete aiutare, sapete come fare.

Il 25 gennaio gli Occhi Pesti saranno di scena al Paso per la serata Hardcorenonsicomanda insieme ad altri gruppi fighissimi che rispondono al nome di Contrasto, Le Tormenta e Kalashnikov.

Realizzare un album, per me, per gli Occhi Pesti , e credo per una marea di altri gruppi di ogni genere ed ogni epoca, è un’esperienza molto intensa, divertente e travagliata allo stesso tempo; si vive di alti e bassi, sia per l’umore che per la creatività, si mescolano le vite di ogni membro – noi Pesti siamo in 5, anzi 6, perchè poco prima di iniziare a concepire il disco abbiamo cambiato bassista, visto che quello che avevamo si è convertito alle donne “made in China”! – e c’è la vita di tutte le persone che ci stanno vicino, c’è il bello di trovarsi ogni settimana in saletta e la difficoltà a volte di riuscirci, ci sono le aspirazioni di ognuno di noi, tipo a me piacerebbe riuscire a fare un tour, anche solo un mini-tour di qualche giorno, ma per ora niente…

Innanzitutto bisogna avere dei pezzi, per fare un disco. Noi siamo abbastanza lenti, partire da un giro di chitarra e arrivare al pezzo finito, tranne in pochissimi casi di ispirazione collettiva, richiede molto tempo e una serie di processi di confronto/scontro, di scelta e messa a punto dei giri, degli stacchi, della forma del pezzo che mettono a dura prova tutti noi, roba tosta, ma che quasi sempre dà i suoi frutti. Normalmente in tutto questo tempo Ale, nostro cantante, scrive e cancella varie volte il testo (alcune volte partendo da bozze portate da noi), si fa mille paranoie figlie del pessimismo cosmico che lo attanaglia, poi inizia a cantare e la magia è fatta, il testo spacca. Lui è il nostro fuoriclasse, genio e parecchia sregolatezza.

Arriva il momento della registrazione, e quello sì è una vera figata: 48 ore non stop concentrati per suonare, ma allo stesso tempo immersi in un clima di divertimento e appagamento musicale…il One Black Sock di Torino è veramente un bel posto per registrare, e Fajo, Massi e i loro aiutanti di turno sanno metterti a tuo agio per farti tirare fuori il meglio: provare per credere. Una volta registrato ci sono gli ascolti collettivi dei missaggi, c’è sempre qualcosa che non torna, che non suona come immaginavi avrebbe suonato, e io sinceramente spesso non ci capisco più un cazzo a forza di ascoltare i pezzi…in questa fase abbiamo anche deciso di escludere una traccia che era senza testo: anche così, strumentale, non era malvagia, ma abbiamo preferito così e tornerà utile per qualche progettino futuro.

Nel frattempo scatta la “lotta” per scegliere titolo e copertina dell’album, ognuno ha i suoi gusti ed è sempre un casino mettersi d’accordo…noi alla fine abbiamo scelto di sviluppare la grafica intorno al tema “Cascina Marquet”, che si trova vicino a Cuneo ed è il posto in cui abbiamo suonato per la prima volta, e per me era il primo concerto in assoluto, un sogno che si avverava all’età di 27 anni emmezzo, meglio tardi che mai. E sempre a Cascina Marquet abbiamo organizzato, due estati fa, il secondo TADCA FEST, due giorni di HC punk birra cibo divertimento che speriamo di poter riorganizzare al più presto.

La copertina e il booklet si presentano quindi come un assemblaggio dedicato sì, alla cascina di cui sopra, ma allo stesso tempo si è cercato di creare un nesso tra il titolo del disco, Oltre/Dentro, i testi delle canzoni e le immagini scattate da me e Ciccio, il nostro nuovo bassista.

Mi ha fatto piacere ricevere l’altro giorno il messaggio di un amico, di colui che aveva disegnato la bellissima copertina del nostro disco precedente, che mi diceva che, nella sua semplicità, la copertina del nuovo disco invogliava ad aprirlo per vedere cosa c’è dentro…mi auguro che anche ad altri venga questa curiosità.

Cosa c’è dentro? Posso solo anticiparvi che c’è una bellissima foto scattata da Marco Roasio durante il nostro concerto proprio a Cascina Marquet, e così il cerchio si chiude.

Vi risparmio il racconto delle ansie di dover approntare tutto nel migliore dei modi, vivendo gli ultimi giorni prima di spedire tutto con l’incubo costante di vedersi arrivare le copie del disco tutte sballate, o peggio ancora, di aprire il digipack, mettere il cd nell’autoradio e scoprire che non si sente niente!

Per fortuna nulla di ciò è capitato, siamo pieni di scatole di CD perfettamente funzionanti e abbiamo iniziato a spargerli in giro, perchè alla fine di tutto questa storia quello che conta maggiormente sono le canzoni, ed io dei nuovi pezzi degli Occhi Pesti sono soddisfatto, orgoglioso, contento.

Questo è il mio brainstorming sulla nascita del nostro nuovo disco, lo accumulavo da mesi e mesi, prima o poi doveva uscire!

Zaimon

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APE UNIT e la riforma dello swing dell’hardcore

Arrivano, una dopo l’altra, recensioni dell’album “Unforgivable holidays” dei nostri amici Ape Unit. Fortunatamente sia il gruppo sia l’altra etichetta coproduttrice –  la Grindpromotion – sanno il fatto loro e sanno come muoversi per far ascoltare il disco in giro…il valore dell’album e il passaparola stanno facendo il resto.

Tra tutte le quelle arrivate (trovate i link in fondo), una mi ha colpito in particolare: arriva dall’Olanda ed è scritta in inglese. Dopo aver letto 4 righe, se il vostro livello di comprensione della lingua inglese è nella media (italiana) o sotto, nonostante voi vi ostiniate a mettere “buono” in tutti i CV che spedite in giro, vi accorgerete che è bello sì, leggere “in lingua”, ma non potete prescindere dall’aiuto di questo (relativamente) nuovo strumento che ai (miei) tempi del liceo non esisteva e nemmeno mi sarei immaginato potesse esistere: il traduttore di Gooooogle.

Bene, io vi risparmio il copia-incolla e vi fornisco la recensione già bell’e tradotta:

“Italia è pazza Unità cappellaio smerigliatrici Ape si trovano in una posizione difficile dover tenersi in equilibrio sulla corda musicale stretto da un lato vincolata ai decenza musicale e, dall’altro, il loro angolo fiammeggiante comico. Grind essere come spietato come è, il viaggio è esigente, ma uno dei quali Unità Ape uscire relativamente indenne da, dopo aver effettuato in qualche modo o in un altro uno spettacolo degno applauso.

E ‘un approccio non-tradizionalista a macinare, che integra il loro allineamento scherzosa in profondità nella musica, umorismo e allegria stimolato non solo da campioni di eccentrici, ma soprattutto per la loro riforma dello swing del hardcore in qualcosa di più delirante e conviene alla loro divertimento assumere il genere . E ‘anche all’interno del flex della band di offrire qualcosa di più kosher scrivendo un gran numero di passaggi che avrebbe slot con facilità nell’ordine del giorno remodernisation Assuck come previsto dalla ASRA, con alcuni tipi di sfacciato powerviolence fanno brevi apparizioni durata troppo. Infatti ASRA collaborando con artisti del calibro del francese follia bidoni Ultra Vomit è la cosa più vicina a descrivere il sapore agrodolce dei giorni imperdonabile.

Lunghezza saggio non è lungo come mi aspettavo che fosse, ma dato riesame un quasi 17 minuti per un impegno full length è un tempo accettabile grind, e offre molto in termini di contenuti e una buona dose di varietà per mantenerlo sempre coinvolgente. La qualità audio aggiunge certo valore per l’esperienza di ascolto, in quanto richiede di inviare i fumetti tutta, altrimenti-saggio potrebbe solo essere scambiata per una sentita sforzo noisecore. L’unica lamentela che ho con il rilascio finale è la pista che per un totale di un minuto ripete la stessa nota più e più volte, prima della sua ancora finito si sente come strappare i capelli, ma quanto posso ridurre alla mia capacità di attenzione brevi come stabilito dal macinare non sono sicuro.

Commedia Grindcore è spesso considerato la pecora nera del mondo grindcore, ma se vuoi dare un ascolto si potrebbe trovare il mix and match di grindcore di umorismo per essere un’esperienza gratificante.”

Parole sante.

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CGB – L’un per cento – nuovo disco in arrivo!!

Sono passati  3 anni dall’uscita di “Morte di un microfono”, e continuando sulla scia di quell’album bellissimo (non sono bravo a sciorinare aggettivi qualitativi per descrivere i dischi dei gruppi che mi piacciono), i CGB ritornano (uscita prevista per fine maggio) con un disco nuovo il cui titolo, ne sono quasi sicuro ma mi informerò, nulla ha a che vedere con lo slogan degli “indignati”: L’un per cento. Io l’ho ascoltato. L’ho riascoltato. E l’ho riascoltato. E lo riascolterò, ancora e ancora. E quando verranno a suonare nella mia città o nelle vicinanze, andrò a sentire i CGB dal vivo (meglio che “dal morto”, ipse dixit). E quando si è manifestata la possibilità di contribuire all’uscita di questo disco, la TADCA records si è subito proposta, non poteva che essere così! Imperia brucia ancora, e chissà che l’incendio non si propaghi fino alla confinante Cuneo.

Se volete leggere qualcosa di più inerente al disco, ecco la pre-recensione di Lamette.it, in attesa di scrivere la nostra.

Per la TADCA, Zaimon

E’ uscita la Punk4free compilation #1

Dopo alcuni mesi di attesa è finalmente uscita la Punk4free compilation #1.

Doppio CD in formato digipack, 60 gruppi x 60 pezzi che racchiudono una bella fetta del meglio della attuale scena hardcore punk in senso lato, comprese quindi le varianti crust-grind-oi-street-e tutti gli aggettivi che volete.

Ho detto attuale, quindi NON aspetattevi  il best of di tutti i gruppi HC italiani dal 1977 ad oggi; piuttosto l’iniziativa di punk4free va considerata come la “foto di gruppo” di tutta la scuola HC italica di questi ultimissimi anni, in cui troviamo quindi gruppi storici sempre in grandissima forma, ora come allora (i Tear Me Down, per dirne uno), insieme a gruppi nuovi che, concerto dopo concerto, si sono fatti conoscere in tutta la penisola e non solo…

E come in ogni foto dell’ultimo giorno di scuola che si rispetti, qualcuno al momento dello scatto era assente (CGB, Hobophobic, S.F.C. e molti altri… opinione di chi scrive), qualcuno è rimasto immortalato nella sua miglior espressione, qualcuno meno. Ma preferisco non dilungarmi nella descrizione del progetto e vi rimando direttamente all’articolo di presentazione redatto dai promotori della compilation, i ragazzi di punk4free.org.

La TADCA records è uno dei coproduttori della compilation e vi partecipa inoltre con 2 gruppi (Occhi Pesti e Havoc), che per noi è motivo di grande soddisfazione.

La punk4free compilation #1 è liberamente scaricabile in mp3 dal sito di punk4free, ma se volete il doppio CD in formato digipack (le grafiche sono bellissime e veramente ben curate) lo trovate nel catalogo TADCA Records. E costa 6 euro.

Zaimon