Surgical Reviews Room -Zona D’Ombra “Unica dimensione di vuoto”

Secondo round per Surgical Reviews , questa volta tocca ai ZONA D’OMBRA di Como con la loro ultima uscita del 2017 da cinque pezzi . La scelta è dovuta al fatto che vogliamo promuovere tutti e 4  i gruppi del 18 novembre a EL PASO (Tadca + Scatti Vorticosi HC Night), dunque loro insieme ai nostri cuneesi ApeUnit ,i torinesi/brasiliani Jx Arket e i savonesi Gli Altri. Sarà un evento eterogeneo ,con tanto sudore e passione in comune . La Rece è ad opera del Dr. Sam come l’altra volta, ma la Sala Rece Chirurgica è aperta a tutti gli associati. Buona lettura!

 

La seconda volta è sempre la più difficile, ecco perchè mi è stato dato il compito di recensire questo disco.
Impegnativo, di spessore, per certi versi quasi sperimentale e molto personale, così si presenta l’ ultimo lavoro degli Zona D’ Ombra.
“Unica Dimensione Di Vuoto” è un EP di 5 canzoni in puro stile HC che ricorda molto il sound degli Attrito con una leggerissima influenza post-hc nel modo di impostare i bridge.
La velocità certo non manca, apparte per l’intro della prima traccia che potrebbe trarre in inganno. Le canzoni sono composte in modo che tutto il lavoro possa scorrere senza interruzioni, quasi come se si fosse voluto creare un enorme Medley, davvero notevole e apprezzato.
Non fatevi però strane idee, dei rallentamenti ci sono, ma piazzati nei punti giusti e mai scontati, non siamo di fronte alle classiche interruzioni in cui emerge solo il basso per poi far ripartire il tutto come prima, quà le cose son diverse, più immediate ma, allo stesso tempo, molto più efficaci.
L’ aria che si respira pare quasi quella di un concept album, un trattato su come il malessere interiore si rifletta sul nostro vivere e sul nostro agire, i testi, infatti, per quanto chiari necessitano sempre di essere elaborati personalmente.
Questo se per alcuni è un bene per altri potrebbe risultare un po’ acerbo perchè non si amalgama perfettamente con la strada che intraprende il settore strumentale.
Seconda piccola nota di demerito per la voce, troppo piatta e monocromatica, ma non per questo sgradevole, avrei solo preferito un minimo di variazione in più sul tema.

Quindi che dire? Bravi, vi avessi conosciuto prima probabilmente questo lavoro avrebbe preso il posto che nel mio cuoricino adesso spetta a “Metamorfosi” dei Congegno, tanto di cappello.

Sam

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