Surgical Reviews Room -ApeUnit/Horsebastard “split”

Iniziamo oggi una sessione recensiva ad opera di collaboratori Tadca che avran voglia di prendere carta e penna (ops ,che obsoleto! intendevo ‘tastiera e uai-fai’) e spedircela previo accordo via mail. E’ uscito ‘sto titolo , Stanza delle Rece Chirugiche , poichè chi ha inaugurato questa Rubrica, ovvero Sam,  ha vivisezionato il disco in questione per una scientifica recensione attenta…è un pò lunghina ,ma è dovuto alla presenza di 2 bestie sonore da analizzare. Buon intervento dr.Sam, veterinary surgeon!

 

Tornano le scimmie, tornano in compagnia e lo fanno bene.
Ad accompagnare gli Ape Unit in questo nuovo tritacarne musicale ci pensano gli Horsebastard, un’ allegra combriccola di esagitati direttamente dalla mai troppo ridente Liverpool.

Iniziamo però con ordine.
Lo split, uscito in vinile il 30 Giugno 2017 e reperibile anche in digitale attraverso il sito Bandcamp delle due band, è composto da 11 pezzi: 5 per gli Ape Unit e 6 per gli Horsebastard.
La copertina è qualcosa di delirante e al contempo stupenda: una scimmia e un cavallo intenti a consumare chissà quale tipo di sostanza psicotropa mista ad alcool davanti a uno sfondo degno dei peggio trip tardo-hippie mal riusciti.
Il vinile è disponibile in due colorazioni, quella verde da vero super fan e quella nera per chi è arrivato in ritardo e si deve attaccare al cazzo, stampate rispettivamente in 150 e 350 copie.

Ok adesso che abbiamo sbrigato i convenevoli passiamo a ciò per cui probabilmente siete venuti fin qua. Com’è ‘sto disco? Bè, semplice, ottimo ma non (purtroppo) perfetto.

Gli Ape Unit sono probabilmente una delle band migliori tra tutte quelle che sono uscite negli ultimi dieci/quindici anni dal sottobosco Grind/PowerViolence/QuelCheCazzoÈ e ancora una volta ce lo ricordano.
La prima traccia, “Herbalife After Death”, presenta un’apertura strumentale un po’ come fu “Puberal Baphomet” per “Turd” ma in forma ridotta, com’è giusto che sia vista la lunghezza generale dell’opera.
Da questo punto in poi, fino all’ultimo beat, si viene presi letteralmente a calci in faccia: un rullante che pare un mitragliatore, urla dalla savana alternate a grugniti cavernosi, parti vocali compresse e strozzate degne di Cannella degli Affluente sotto steroidi, due chitarre che si mischiano e si separano abilmente passando tra accordi derivati direttamente dal jazz, intervalli quasi rock & roll e pura violenza musicale.
La qualità sonora è finalmente degna di loro, possiamo lasciarci indietro il semi low-fi (penso) voluto in “Unforgivable Holiday” (che pareva quasi volersi rifare a “Sound Of The Animal Kingdom” dei Brutal Thruth) per trovarsi un leggero passo avanti rispetto a “Turd” che, a mio avviso, poteva finalmente essere finalmente goduto senza limitazioni.
Ovvio però che, come ogni scimmia che si rispetti, anche questa ogni tanto tira un po’ di merda sui muri.
Due sole cose mi sento di criticare, sperando di venir ascoltato.
Prima di tutto: su cinque loro canzoni, tre partono con un urlo dopo una cortissima intro e questa cosa un po’ mi spiace perchè sembra quasi voler dire “Hey, una volta che partiamo poi ci riconosci perchè il nostro stile è molto originale, il punto è che non sappiamo bene come partire allora urliamo a caso”…. Davvero un grandissimo peccato perchè, se da un lato capisco che questa cosa per 3/4 della gente che sta leggendo sembri una stronzata, per me invece è un vero colpo al cuore in quanto denota un leggerissima pecca compositiva a ciò che è un lavoro di altissimo livello.
Poi, seconda ed ultima critica, il basso non ha un’identità vera e propria. Sta lì, si sente, c’è, ma non te ne accorgi finchè tutti non si calmano e non lo lasciano respirare nei vari bridge sparsi per la registrazione. Sicuramente sarebbe un enorme passo avanti se non si limitasse semplicemente a stare tra chitarre e batteria ma si buttasse in prima fila a gamba tesa collaborando nelle loro mattanze.

Ok ora freghiamocene dei detti e a questo caval donato guardiamo in bocca con la perizia di un dentista.
Una band a me sconosciuta, una recensione da fare e ancora troppo entusiasmo per questa scoperta, Horsebastard.
6 pezzi che scorrono, li senti che vanno avanti ma vorresti che tornassero indietro per poi ricominciare, meno di un minuto a ondata ma non una pausa tra una canzone e l’ altra.
La voce è un urlo acutissimo in lontanza che fa breccia tra tutto il marasma strumentale solo grazie al fatto che riesce a tagliarti le orecchie per quanto è affilata, le chitarre non sono sicuramente quelle degli Ape Unit, non sono studiate, non vogliono fare cose raffinate, semplicemente fanno casino ma lo fanno bene, il basso riesce a infilare piccole finezze quasi impercettibili ma che, una volta ascoltate ti fanno dire “Sì, è così che deve essere”.
POI LA BATTERIA, DIO MIO LA BATTERIA, se gli Ape Unit sono una Ferrari allora loro sono una Bugatti elaborata da quelli di Fast & Furious, robe che “Vin Diesel levati questa non fa per te”.Non è solo veloce ma è pure elaborata, non ci troviamo di fronte a un continuo martellare a cazzo di cane sul rullante (ho per caso sentito qualcuno dire “Last Day Of Humanity”? – Sì? – Bravi) ma ad un sali e scendi tra velocità improbabili e uno scrosciare di piatti pauroso.
Una volta sola sono stato così impressionato da tutto sto ben di dio ed è stato al concerto dei Chinsniffer a Caraglio (CN), così mi son messo a cercare come i veri nerd e, guardacaso, è sempre lui, quindi che dire? Complimentoni.
Pure loro hanno però bisogno di una bella tirata di orecchie.
Vanno bene i pezzi corti, lo capisco e lo condivido, ma non COSÌ corti, la canzone parte, inizia a prenderti, sta per arrivarti la botta e proprio sul più bello finisce. Solo “Rabbit Denier” non mi lascia questa sensazione, sarà forse per i vari rallentamenti che trovano spazio nella parte iniziale.
La voce poi a mio avviso poteva essere enfatizzata meglio, finchè tiene dei registri alti riesce a farsi spazio e a delineare la sua zona sicura ma appena prova a scendere viene abissata dal resto della band ed è in questi momenti che arriva ciò che non dovrebbe mai succedere: l’ascoltatore si perde. Fortunatamente tutto ciò dura troppo poco per essere colto se, come me, non si ascolta il lavoro con spirito parecchio critico.
Ultima cosa, e qui concludo, come già accennato in precedenza vorrei suggerire alla band di usare delle parti di chitarra leggermente più complesse, nulla di troppo elaborato, che rapisca l’ascoltatore così da non fargli mai perdere l’attenzione.QUINDI: Comprate questo disco, supportate queste band e andate ai loro concerti perchè loro sanno come far le cose e come farle bene, senza mai ridursi ai solti cliché della musica estrema che tanto mi stan sul cazzo.

-Sam

INT LA STRE’ : Una Doppia Compilation CD sulla scena romagnola

       OI !!!    Vi presentiamo ….

INT LA STRE’

compilation doppio CD con 18+18 pezzi di altrettanti gruppi.

Disponibile in Distro Tadca ( ci sono Contrasto, Le Tormenta , Carnero , Self Justice , Tumulto , Anonima Alcolisti , Le Croste ,  La Prospettiva, Suirami e molti altri) .

Presto una recensione!

Un bel sorsone di Romagna!(36 tracce)

Artwork di copertina di Zerocalcare.

TARANTO HARDCORE SCENE *Compilation* !

In attesa dell’ assemblaggio di materiale, forza e tempo per la realizzazione della Tadca Compilanniversario 5 anni, cantiere che vedremo lavorare a massimo regime in primavera , vi segnalo questa iniziativa MUSICALMENTE MOLESTA, a cura della rozz fest crew di Taranto:

compila rozz festSappiamo tutti quanto sfogo hardcore punk arriva dalla Puglia ; Taranto (e area) è sicuramente il covo hc più interesssante dopo Trento/Rovereto, e questa compilation lo vuole ribadire con orgoglio. Basta dire che ci sono immancabilmente gli HOBOPHOBIC e gli S.F.C.( so fucking confused) e ho detto tutto. Provo a mettere il cd split di queste 2 bAnd nel mio lettore…..a volume alto….le piccole casse del mio stereo come due pentole a pressione….sta volta si fondono….ecco sta esplodendo il pezzo dopo l’intro! cazzo! catastofico!!! mi tocca alzare ancora di più il volume, per coprire il mio coro di grida stonate!….uuuaaaaaarrrrrrgggghhhhhhh!!! young ’til i die! Salute,se sei un poco presomale Tadca che ti passa…

p.s. per download gratuito della compila tarantina andate su www.iopogo.com , e cliccate sul banner quando vedrete il flyer in questione appparire e scomparire per magia dello slide motion. Buon ascolto

Zap Fest 1: la Recensione (live report) di Glauko

Ecco una recensione dettagliata del sabato Zap Fest all Hiroshima ad opera del buon Glauko (www.grindontheroad.com):

 

 LIVE REPORT » Zap-Fest 1 @ Hiroshima Mon Amour

Zap-Fest 1 @ Hiroshima Mon Amour

Nella schizofrenica primavera 2014, fra solleoni estivi e revival temporaleschi tardo-autunnali, anche nel Nord-Ovest ci si sta preparando a dovere in vista della stagione estiva: l’etichetta torinese Zapping Productions, grazie al suo instancabile manager Marco Garripoli, il 2 ed il 3 maggio ha, infatti, organizzato, peraltro in uno dei locali più ‘in’ della Torino-alternativa-che-conta, il leggendario Hiroshima Mon Amour, la prima edizione (questo lo dobbiamo sottintendere vedendo quell’1 sul volantino…) dello Zap-Fest, decisamente incentrata sulla scena torinese più –core oriented. E come poteva essere altrimenti? L’evento, d’altronde, era un benefit per gli storici Fucktotum, punk band della Motown italiana, i quali sono, per così dire, inciampati in qualche bisticcio legale. Lungi dal volere fare commenti retorici o ad atteggiarmi a moralista della situazione, ma, soprattutto, desiderando essere chiaro e non frainteso, mi permetto di copiare/incollare un comunicato stampa diffuso un paio di settimane fa dal gruppo interessato – straight from the horse’s mouth, come direbbero in Terra d’Albione.

Marzo 2012: Un pugno di solerti tutori dell’ordine irrompe nella casa del cantante dei Fucktotum e, dopo una minuziosa perquisizione, si porta via qualche decina di cd e tre computer come “prova forense” in caso di processo: il gruppo è stato infatti querelato dal SULPM, il Sindacato della polizia municipale, per il testo della canzone “Chi ha mai sentito il bisogno dei vigili urbani”, ritenuto diffamatorio nei confronti dell’intera arma nonché categoria professionale. Il sito “www.fucktotum.it“, viene oscurato e, al posto dei testi delle canzoni, appare il logo della “Metropolitan Police of Turin” che avverte i visitatori che “le pagine web sono sottoposte a sequestro giudiziario e che la rimozione dei sigilli telematici costituisce reato”.

Maggio 2014: Dopo due anni dalla querela, il processo va avanti ed i Fucktotum, esclusa ormai la possibilità di una conciliazione con la “parte lesa”, che si sottrae a qualsiasi forma di dialogo, attendono ancora la sentenza del giudice, sostenendo le onerose spese legali che ogni causa inevitabilmente si porta dietro.

Fortunatamente, però, arrivano numerosi segnali di solidarietà al gruppo da parte di amici, colleghi musicisti, giornali e radio, che ritengono eccessiva e persino controproducente la reazione del sindacato nei confronti della band canavesana la quale, nel frattempo, per placare gli animi più suscettibili, ha leggermente modificato ed aggiornato il testo della canzone “incriminata”, rivolgendosi direttamente, non senza un po’ di velata ironia, agli operatori della municipale:

“scusa se un giorno ti ho offeso, caro poliziotto locale, se ti ho trascinato nel fango e leso la tua dignità. Hai fatto bene a volermi portare in un tribunale, perché giustizia sia fatta e trionfi la legalità”.

Non è certo la prima volta – e né, spero, sia l’ultima – che in ambito hardcore/punk vengono fatti eventi benefit di sostegno a chi ha rogne legali, tanto più nel Torinese, in cui, spesso, centri sociali ed altri enti organizzano live a favore d’associazioni culturali o per la questione NO-TAV; per quanto i Fucktotum abbiano tutta la mia solidarietà di fronte a questa assurda situazione, quanto importava al sottoscritto, comunque, principalmente, era ascoltare buona musica e, soprattutto, vedere se la leggenda di quell’HCxTO dei tempi che furono merita il culto che, specialmente in area pedemontana, spesso gli si tributa.

(more…)

La Macabra Moka “Ammazzacaffè” out now!

I giochi di parole si potrebbero sprecare con La Macabra Moka e il titolo del loro primo album “Ammazzacaffè”, ma io in questo tranello non ci casco.

macabra_moka_ammazzacaffeDa oggi è disponibile qui in free download e molto presto, l’11 aprile per la precisione e se il corriere non si perde sulla Torino-Savona, potrete avere il digipack. Lo potrete richiedere alla band stessa o alle 3 etichette che hanno collaborato per l’uscita di questo disco, ovvero a noi Tanto di Cappello, a Scatti Vorticosi o a Vollmer Industries.

Non perdetevi il concerto per la presentazione del disco venerdì 11 aprile al Condorito!

L’ old school hardcore del 1982 e il nuovo rock italiano del 2036

titor2La storia ed il futuro si fondono per dare vita a questo composto dinamiTico e bellicoso; che dire,a buon intenditore poche parole.

Se scrivo INDIGESTI scrivo di “noi siamo polvere negli occhi di chi ci guarda”, di “mass media,potere negativo” ,cioè vengono in mente tutte quelle colonne sonore esplosive della nostra adolescenza.

Scrivendo TITOR invece mi proietto nel futuro più immediato, dove prende forma il nuovo rock italiano,Rock con la ‘R’ maiuscola perchè ‘Rock is Back’ è uno di quei dischi da consumare ad alto volume nottetempo, per avere materiale di discussione per la prossima assemblea del proprio condominio. Per gli sprovveduti ricordo che il frontman dei Titor, ossia Sabino, è stato il fondatore di quel frammento di storia punk-hc torinese anni ’90 che di nome fa BELLICOSI.

Più di così! Ci vediamo a EL PASO , sabato sera dalle 23, puntuali ! Non spingete , c’è posto per tutti, ingresso a soli 5 miseri euri. Giustificazione scritta per gli assenti. ( E un “porca-di-quella-vacca” al Violence Fest del Ratatoj, che sfiga vuole sia la stessa sera…chi non riesce a raggiungere Torino Lingotto per carenza di benza nel mezzo può fare tappa a Saluzzo, visto che merita assai anche codesto ‘Stoner Invasion’-evento ).

La distro TADCA, ricca di nuovo materiale , avrà il dono dell’ ubiquità sabato 1 febbraio 2014 : un banchetto a El Paso (ingresso libero) e un banchetto al Rataoj (ingresso riservato ai soci Arci)

Questo non è il CBGB e questa non è Nuova York!

Innanzitutto leggete la recensione veritiera e rincuorante di Grind On The Road .

I JESTER BEAST e le tre spalle che sventolavano la bandiera ‘Ferendo’ cuneese,ovvero ETHYLIC COMA, NOTHING LASTS FOREVER ed HELLGEIST, hanno dato una variegata lezione musicale allo scarso pubblico accorso all’ evento( sì ,dài ,un centinaio di esserei umani ),con tutto che il sito in questione , la Bertello , non è il posto più indicato per il live show, vista l’acustica dispersiva ( certo, “vedere” l’acustica, perchè no?). Ottimi 4 concerti ,sicuramente. Veramente peccato per i pubblico che non c’era, perchè qualche centinaia di corpi in più inseriti in quello spazio avrebbero migliorato sicuramente il suono, nonchè la riuscita soddisfacente dell ‘evento per noi che ci sbattiamo e ci facciamo in 4 , come i gruppi, per organizzare un concerto rigorosamente gratuito e stracolmo di entusiasmo in quel di Cuneo .

Importante, per il futuro:

Qualcuno dell’Associazione è pessimista in merito al futuro , ed è anche vero che “senza scopo di lucro” deve anche significare  “senza problemi di auto-finanziamento”, perchè altimenti non ci si consolida . Ci stiamo facendo le ossa per bene e in quanto Presidente io ho l’entusiasmo e l’ottimismo di sempre: state tranquilli , cambieremo continuamente siti e formule per i nostri eventi, ma continueremo a farne , sempre e solo con i gruppi che valgono , che ci piacciono davvero (magari piu’ d’estate? magari solo il sabato o i pre-festivi? magari riducendo all’osso le spese senza diventare tirchi? ).

In conclusione , visto che non siamo il CBGB e non siamo a NewYork , non deluderemo le aspettative di chi ci segue con affetto e fedeltà nel percorso di affermazione della TADCA come agitatrice della scena Hc-Punk dormiente cuneese ; ripeto :ci stiamo facendo le ossa e , nonostante tutti problemi che potranno sorgere avanti nel tempo , stiamo orgogliosamente in piedi .!!!    Certo non senza il vostro contributo di supporto!!!.

IMPORTANTE!  Vi anticipo che a breve faremo un PRANZO POPOLARE con LOTTERIA PUNK annessa! !!!Dovete aderire in tanti ,tantissimi, è importante per riparare un po’ i danni economici emersi dall’ evento metal-core in questione!!!; ma nè la TantoDiCappelloRec. nè la Tadca tutta vuole fare l’elemosina…per cui si mangia, si beve a prezzi modici e poi si gioca . Presto DATA (o un sab o una dom), LUOGO (ma in Cuneo Città cmq) e ORARIO.  Raccogliamo per tempo le adesioni, via mail, sms o a voce. I cuneesi all’ascolto ci aiutino nel passaparola, aperto a tutti , vecchi e nuovi sostenitori !  info@tadcarecords.org

Grazie in anticipo, el Presidente Pro-Tempore!

LUNGA VITA ALLA TADCA!(alla facciaccia di chi ci vuole male e vuole democraticamente ostacolarci) . P.s. Ferendo…cum grano salis,ferendo

APE UNIT e la riforma dello swing dell’hardcore

Arrivano, una dopo l’altra, recensioni dell’album “Unforgivable holidays” dei nostri amici Ape Unit. Fortunatamente sia il gruppo sia l’altra etichetta coproduttrice –  la Grindpromotion – sanno il fatto loro e sanno come muoversi per far ascoltare il disco in giro…il valore dell’album e il passaparola stanno facendo il resto.

Tra tutte le quelle arrivate (trovate i link in fondo), una mi ha colpito in particolare: arriva dall’Olanda ed è scritta in inglese. Dopo aver letto 4 righe, se il vostro livello di comprensione della lingua inglese è nella media (italiana) o sotto, nonostante voi vi ostiniate a mettere “buono” in tutti i CV che spedite in giro, vi accorgerete che è bello sì, leggere “in lingua”, ma non potete prescindere dall’aiuto di questo (relativamente) nuovo strumento che ai (miei) tempi del liceo non esisteva e nemmeno mi sarei immaginato potesse esistere: il traduttore di Gooooogle.

Bene, io vi risparmio il copia-incolla e vi fornisco la recensione già bell’e tradotta:

“Italia è pazza Unità cappellaio smerigliatrici Ape si trovano in una posizione difficile dover tenersi in equilibrio sulla corda musicale stretto da un lato vincolata ai decenza musicale e, dall’altro, il loro angolo fiammeggiante comico. Grind essere come spietato come è, il viaggio è esigente, ma uno dei quali Unità Ape uscire relativamente indenne da, dopo aver effettuato in qualche modo o in un altro uno spettacolo degno applauso.

E ‘un approccio non-tradizionalista a macinare, che integra il loro allineamento scherzosa in profondità nella musica, umorismo e allegria stimolato non solo da campioni di eccentrici, ma soprattutto per la loro riforma dello swing del hardcore in qualcosa di più delirante e conviene alla loro divertimento assumere il genere . E ‘anche all’interno del flex della band di offrire qualcosa di più kosher scrivendo un gran numero di passaggi che avrebbe slot con facilità nell’ordine del giorno remodernisation Assuck come previsto dalla ASRA, con alcuni tipi di sfacciato powerviolence fanno brevi apparizioni durata troppo. Infatti ASRA collaborando con artisti del calibro del francese follia bidoni Ultra Vomit è la cosa più vicina a descrivere il sapore agrodolce dei giorni imperdonabile.

Lunghezza saggio non è lungo come mi aspettavo che fosse, ma dato riesame un quasi 17 minuti per un impegno full length è un tempo accettabile grind, e offre molto in termini di contenuti e una buona dose di varietà per mantenerlo sempre coinvolgente. La qualità audio aggiunge certo valore per l’esperienza di ascolto, in quanto richiede di inviare i fumetti tutta, altrimenti-saggio potrebbe solo essere scambiata per una sentita sforzo noisecore. L’unica lamentela che ho con il rilascio finale è la pista che per un totale di un minuto ripete la stessa nota più e più volte, prima della sua ancora finito si sente come strappare i capelli, ma quanto posso ridurre alla mia capacità di attenzione brevi come stabilito dal macinare non sono sicuro.

Commedia Grindcore è spesso considerato la pecora nera del mondo grindcore, ma se vuoi dare un ascolto si potrebbe trovare il mix and match di grindcore di umorismo per essere un’esperienza gratificante.”

Parole sante.

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